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universi paralleli...


Indescrivibile quello che sto provando….troppo complicato da spiegare e farvi capire.

Così rimettendo in ordine ho trovato questa lettera, era il lontano ottobre del 1998…

È la vita che esplode e fa a pezzi legami saldi come l’acciaio, è l’impeto della ricerca e della totale consapevolezza a trascinarmi in azioni degne del più feroce assassino, è reazione alla sordità dominante che non si pone domande ed esclude dal suo dominio chi non vuole smettere di addentare le emozioni, quello che non smetterò mai di chiamare sale della vita.

Hai mai provato a mettere in bocca una manciata di sale? È una sensazione orribile e lacerante. Così è la vita, ma con che coraggio ce ne si può privare? Privarsene ignorandolo, non combattendolo, non soggiogandolo. E vuoi sapere cosa penso? Non si può soggiogarlo, non si può dominare la vita e il suo sale. Questo fa paura come tutto ciò che non si conosce e non si riesce a spiegare. Ma senza di esso anche i sogni e le più grandi passioni non sono che surrogati di loro stessi. Senza il dolore assoluto non può esserci il piacere assoluto. E in fin dei conti è meglio un mondo di male che un mondo di nulla. Nulla è quello che ci viene proposto, vuote sono le sensazioni che ci impongono, inesistente è il bene di cui vanno blaterando. Forti, corposi, tangibili e decisivi sono i sogni di cui mi canti. I sogni non fanno parte della vita, sono la vita.

Scribacchino di fine millennio

Pubblicato il 13/6/2007 alle 2.38 nella rubrica Diario.

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